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  1. #51
    giacomo.fiani's Avatar
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    Aug 2011
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    Sì questo è vero, e lo spero anche io, ma conosco tanta gente che usa delle lomo di vario tipo con pellicole a colori che poi porta in laboratorio a sviluppare, e quindi non entra in tutte le complesse articolazioni dell'analogico, che a mio avviso iniziano in camera oscura.

  2. #52
    luibargi's Avatar
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    Jan 2012
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    Tardi ma arrivo anche io, provengo dal FAI su Flickr che frequento più regolarmente di APUG.
    Un saluti a tutti.

  3. #53

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    Tanto per rilanciare il forum tricolore segnalo questo odioso articolo di repubblica: http://www.repubblica.it/tecnologia/.../?ref=HREC2-15
    Sia chiaro. Non ho assolutamente nulla contro il progresso e la fotografia digitale. Capisco benissimo che per chi è nato dagli anni 80 in poi sia normale associare la fotografia ad un sensore e non al rullino.
    Però questa enfasi dei mezzi di comunicazione di massa che vuole per forza svilire la fotografia analogica mi innervosice. Si esaltano i lati positivi del digitale (facilità d'uso, gamma iso dinamica e ampia, possibilità di vedere subito lo scatto) ma non si accenna mai a quelli negativi (totale asservimento alle funzioni della DSLR, necessità di sistemi informatici costosi per l'archiviazione (un file FF in formato RAW credo arrivi a pesare una decina di MB), necessità di manutenere opportunamente l'archivio (HD di backup), rischio che nel lontano futuro i formati non siano leggibili e tanto altro ancora...). Nell'articolo si parla di "low cost" (corpo + zoometto 24-85 a 2500 €). Con tutti quei soldi, oggi, ti compri un ottimo corredo 35 mm e uno MF. Buona luce a tutti

  4. #54
    Diapositivo's Avatar
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    Il solito articolo sbilanciato verso l'entusiasmo per il digitale. Il peso di "soli" 850 grammi, il costo di "soli" 2000 Euro, progressi "impensabili 5 anni fa" (una frase che si può dire di qualsiasi cosa riguardi l'elettronica), dire che il formato APS-c poteva essere un vantaggio con i teleobiettivi (con la pellicola, o con la digitale pieno formato, è sempre possibile prendere il solo ritaglio centrale del fotogramma).

    Personalmente uso sia la digitale che la pellicola e la principale ragione per cui uso la pellicola è la resa delle alte luci assolutamente migliore e senza paragoni rispetto al digitale. E' un aspetto che viene messo poco in rilievo sia nella stampa specializzata che, persino, nel forum di APUG dove l'accento è sempre sulla manualità, la tattilità, senza contare le tendenze luddite.

    La pellicola garantisce migliore qualità d'immagine in moltissime situazioni fotografiche, quelle ad altro contrasto. Il digitale è veramente competitivo solo in studio, in condizioni di luce controllate. Altrimenti il risultato sono le chiazzette di bianco puro qua e là, soprattutto per chi scatta direttamente in JPEG, e che per l'occhio fotografico esigente sono un affronto.

    L'articolo accenna anche alle macchine "da escursione" e perde un'altra occasione per dire una cosa importante a vantaggio della pellicola, cioè che solo con la pellicola ci si può portare dietro il pieno formato, in un peso ridottissimo, con una qualità molto elevata. La mia Yashica T-3 tira fuori una qualità d'immagine che compete spalla a spalla con le migliori digitali (visto che ho venduto, tramite agenzia, diverse foto fatte con questa macchina fotografica e che stanno spalla a spalla con il lavoro di professionisti stra-digitalizzati).

    Magari in giornata scrivo un messaggio alla redazione, senza polemica, invitandoli a scrivere un articolo sul persistere della fotografia tradizionale, sulla resa delle alte luci, sulla facilità d'archiviazione ecc.
    Last edited by Diapositivo; 09-15-2012 at 05:55 AM. Click to view previous post history.
    Fabrizio Ruggeri fine art photography site: http://fabrizio-ruggeri.artistwebsites.com
    Stock images at Imagebroker: http://www.imagebroker.com/#/search/ib_fbr

  5. #55
    Diapositivo's Avatar
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    Ho scritto questo messaggio ad Arturo Cocchi all'indirizzo repubblicawww.@repubblica.it

    <<
    Gentile Arturo Cocchi,

    Mi riferisco all'articolo apparso su Repubblica con l'anticipazione delle caratteristiche della nuova Nikon pieno formato.

    Sono un fotografico semiprofessionista che vende fotografie tramite agenzie d'archivio (di "stock"). Uso sia la tecnologia digitale che quella analogica.

    I vantaggi del digitale sono noti: immediatezza del risultato, basso costo "marginale", possibilità di cambiare sensibilità (ISO) "al volo", possibilità di racchiudere migliaia di immagini in pochi grammi - quando viaggio all'estero preferisco portare 20 schede di memoria che 100 rullini.

    Personalmente uso anche, e molto, la fotografia tradizionale, cioè la cara ma sempre giovane pellicola. Alle mie agenzie dò le scansioni delle diapositive e dei negativi.

    Le scrivo per suggerirLe un articolo di approfondimento sul mondo, ancora molto vivo, della fotografia analogica sia per quanto riguarda la tradizionale attività di camera oscura, sia per quanto riguarda le tecniche ibride: pellicola + scansione (e stampa ottica digitale con apparecchi tipo Durst Lambda oppure digitale a getto d'inchiostro), o "negativo digitale" + stampa analogica con ingranditore.

    La frequentazione del forum APUG.org (in inglese, con piccola sezione in italiano) aprirà, al fotografo curioso, una finestra molto vasta per esplorare un mondo ricco di tecniche e di interesse. (DPUG.org per quanto riguarda l'ibrido).

    Personalmente vorrei rimarcare brevemente alcuni aspetti in cui la pellicola è molto superiore al digitale:

    - La resa delle alte luci: La pellicola - anche la diapositiva - ha sempre un "piede" e una "spalla", le alte luci non vanno mai a "sparare" brutalmente e improvvisamente. In situazioni di alto contrasto i dettagli più brillanti con le digitali formano delle chiazzette di bianco puro assolutamente negative per il risultato finale. Si è ormai talmente abituati a questa triste caratteristica che nessuno fa più caso alle foto con i polsini e i colletti "sparati" o addirittura ai ritratti con la luce d'accento sparata (una striscia di bianco puro sui capelli). Lo stesso fenomeno avviene nelle scene in strada, nella fotografia d'architettura ecc. Il digitale in questo è molto lontano, e praticamente - a parte la interessante tecnologia digitale Fuji adottata in alcune DSLR e che ora pare abbandonata - non ha mai fatto alcun progresso rispetto agli inizi sotto questo importante profilo. Le negative bianconero e colore poi hanno una gamma dinamica amplissima e assolutamente inarrivabile da digitali e diapositive.

    - Con la pellicola è possibile portarsi la qualità del pieno formato in pochissimi grammi. Io ho venduto fotografie fatte con la minuscola Yashica T-3 (dotata di eccellente ottica Zeiss T* 35/2.8, macchina seria). La qualità "professionale" con la pellicola può pesare e ingombrare pochissimo.

    - La pellicola consente archiviazione senza problemi per decenni. I miei bis-bis-nipoti troveranno ancora le mie diapositive e le potranno proiettare. Il digitale richiede continui riversamenti e copie ridondanti per ovviare al rischio di rottura dei dischi rigidi (per non parlare della assoluta incoscienza di chi fa copie con CD-R o DVD-R). Sono cose che non mi sopravviveranno. I miei bis-nipoti potranno sempre "trovare" le pellicole vent'anni dopo la mia morte e goderne, mentre per quanto riguarda le fotografie digitali dovranno avere un comportamento attivo - fare le continue copie - per preservarle. Lo avranno? E lo avranno i suoi nipoti?

    - La pellicola per chi ha un po' di spazio e iniziativa non è neanche costosa. Un rullo di diapositive costa poco più di 3 Euro (acquisti-quantità su internet), e sviluppando da sé (come faccio comodamente io con uno Jobo CPP-2 a casa, sviluppo sia le diapositive che le negative colore) si paga circa 1 Euro di chimica per ogni rullino. Alla fine la pellicola costa poco più di 10 centesimi a fotogramma. Prima di spendere i 2000 Euro di un apparecchio digitale si possono fare 20.000 fotografia e, per allora, si sarà già acquistato un altro apparecchio digitale... (parlo di chi, come me, fa fotografia di architettura e paesaggio urbano, e dunque fa scatti meditati, producendo circa 1500 foto l'anno, o 50 rullini l'anno, che costituiscono una attività fotografica intensa. Se usassi solo la pellicola spenderei 200 Euro l'anno, cioè meno di un decimo di un apparecchio digitale di qualità, che non mi durerebbe 10 anni). Il bianconero è facilissimo da sviluppare a casa con costi irrisori.

    - Le macchine fotografiche per pellicola possono essere ora molto economiche. E' possibile andare a fotografare in situazioni pericolose per l'apparecchiatura, per danneggiamento (passeggiate in montagna, giro sulle rapide in barca, foto al mare ecc.) o per furto (quartieri malfamati, pericolo di borseggio in autobus, metropolitana ecc.) rischiando molto meno che portandosi dietro una digitale da molte migliaia di Euro, con cui si rischia la rapina a mano armata.

    Altro potrebbe essere detto a favore sia del digitale che dell'analogico. Il discorso potrebbe essere allargato al medio formato, o addirittura al grande formato.

    Non sono "luddita", uso e apprezzo molto la tecnologia digitale, preferisco il CD al Vinile, e sono aperto ed entusiasta verso ogni progresso tecnologico, ma penso che sia utile richiamare l'attenzione dei fotografi sul fatto che la fotografia tradizionale è ancora viva e vegeta e che la qualità d'immagine di una pellicola 135 (formato Leica), che con uno scanner a 4000 ppi reali genera una immagine di più di 20 megapixel reali anche sul segnale di crominanza oltre che su quello di luminanza, è ancora superiore a qualsiasi digitale sotto il fondamentale profilo della tenuta delle alte luci e della pulizia delle ombre, e lo sarà, credo, per molti anni ancora visto che i produttori di apparecchi digitali non fanno nulla per migliorare questo aspetto, preferendo la corsa a chi ha più megapixel.

    Il normale fotoamatore, che non ha le esigenze di "raffica" del fotografo di sport o di moda, e che produce non più di 1000 - 2000 scatti "meditati" all'anno ritengo troverebbe molta più soddisfazione nell'analogico che nel digitale se solo sapesse superare gli istinti imitativi e l'attrazione verso l'ultimo grido della tecnologia fotografica, concentrandosi sulla soddisfazione di produrre immagini valide.

    Spero che quanto sopra La spinga ad approfondire l'argomento della fotografia analogica (se Le è poco noto) e magari a scrivere un articolo tra qualche settimana o mese. Nel frattempo la prego di contattarmi per qualsiasi chiarimento Le serva.

    Cordiali saluti
    Fabrizio Ruggeri
    >>
    Last edited by Diapositivo; 09-15-2012 at 06:46 AM. Click to view previous post history.
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  6. #56

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    Ciao, a tutti, ci sono anch' io, Luigi da Milano, partecipo ogni tanto anch' io al forum in lingua inglese, ma quando le discussioni si fanno complesse e tecniche preferisco evitare di intervenire per paura che il mio inglese non sia all' altezza....mi fa molto piacere vedere che la presenza italiana su questo forum sia cospicua, a mio modo di vedere non c'è nulla di più valido, sul web, relativamente alla fotografia analogica. Buona luce a tutti !

  7. #57

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    Benvenuto

  8. #58

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    Caro Fabrizio,
    complimenti per il messaggio alla redazione. Purtroppo dubito lo prendano in considerazione. I grandi mezzi di comunicazione di massa si occupano poco di nicchia. Vanno avanti a luoghi comuni.
    Magari mi sbaglio !
    Comunque fa piacere notare che l'argento è ancora vivo.
    Buona luce a tutti

  9. #59

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    Luigi da Milano. In primis benvenuto . In secundis ti esorto ad intervenire nel forum in Inglese. E' un ottima occasione per migliorarlo. Non aver paura di Sbagliare. Trapattoni docet :-)

  10. #60
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    Il Trap! Mitico soprattutto in tedesco!

    http://www.youtube.com/watch?v=7h6iFzw-KVo

    (scusate il fuoritema. "Ich habe fertig").
    Fabrizio Ruggeri fine art photography site: http://fabrizio-ruggeri.artistwebsites.com
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