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Results 1 to 8 of 8
  1. #1
    Nientino's Avatar
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    Sep 2008
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    Stampa Luce diffusa VS Luce condensata suggerimenti

    Ciao a tutti. Ho acquistato giorni fa un ingranditore LPL 7451 a prezzo conveniente. L'ingranditore in questione è dotato di testa colore con luce diffusa. Poichè sino ad oggi ho usato sempre e solo ingranditori con luce condensata vorrei sapere come regolarmi in fase di sviluppo del negativo per ottenere in stampa immagini con il giusto "vigore". Le pellicole che uso maggiormente sono Foma 200, Ilford FP4, TRI X 400. Con la Foma 200 il problema non sussiste poichè nel libretto fornitomi dal negoziante si dice: Sviluppo 8 min con ingranditore A condensatori, 9 min a luce diffusa. Ma con le altre pellicole? Posso empiricamente prolungare lo sviluppo di 1min per le altre?. Inoltre con i negativi fin qui sviluppati come posso comportarmi in fase di stampa per far uscire quei bei neri profondi che mi donava il mio Magnifax? Dopo una prima sessione di stampa piuttosto deludente (ho stampato un fotogramma FP4 esposto a 80 Iso e sviluppato in d76 1+1 per 11min) sto pensando di utilizzare come rivelatore il Dektol 1+3 o in alternativa Eukobrom 1+9. Ringrazio tutti voi per i preziosi suggerimenti che mi saprete dare. Gianluca

  2. #2

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    Jul 2011
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    Io tempo fà ho trovato questo interessante articolo:
    stampa a luce diffusa o a luce condensata?
    in cui puoi notare viene cambiata solo il tipo di carta ed il tempo di esposizione totale in fase di stampa, mentre per il negativo pare non essere necessario fare aggiustamenti di sorta.

  3. #3
    Nientino's Avatar
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    Sep 2008
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    Grazie mille per i suggerimenti. Vorrà dire che dovrò sbattermi un pò di più in camera oscura nei prossimi giorni

  4. #4
    Diapositivo's Avatar
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    A giudicare dal confronto citato da Alessandro, la luce diffusa sembra meglio della luce condensata su tutta la linea: non solo grana e difetti meno evidenti, ma un maggiore contrasto e, io direi, una maggiore acutanza.

    Se definiamo l'acutanza come il contrasto lungo un bordo di separazione tra chiaro e scuro, mi pare che nella foto stampata a luce diffusa nelle zone di contatto tra bianchi e neri (decorazione della facciata, oppure le nervature del rosone) la stampa a luce diffusa abbia maggior contrasto. Nella stampa a luce condensata invece sembra esserci diffusione di luce nelle zone delle ombre e quindi, per fare un esempio, lo stacco tra il nero dell'interno chiesa e il bianco della nervatura del rosone viene ridotto.

    Non sono stampatore ma mi sarei aspettato maggiore acutanza e maggiore contrasto per le stampe fatte a luce collimata. Da questa prova mi pare di dedurre che la luce diffusa sia migliore invece sotto tutti gli aspetti. Mah.

    Fabrizio
    Fabrizio Ruggeri fine art photography site: http://fabrizio-ruggeri.artistwebsites.com
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  5. #5
    Marco B's Avatar
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    Quote Originally Posted by alessandro2011 View Post
    Io tempo fà ho trovato questo interessante articolo:
    stampa a luce diffusa o a luce condensata?
    in cui puoi notare viene cambiata solo il tipo di carta ed il tempo di esposizione totale in fase di stampa, mentre per il negativo pare non essere necessario fare aggiustamenti di sorta.
    Grazie per questo "link". È anche molto interessante notare il effetto dello tipo di luce sulla visibilità della polvere, é un maggiore effetto, molto di più che ho aspettato. Ho sempre leggetto qui on APUG che c'è un effetto per ridurre la visibilità, mo non visto prove cosi claro. E, nonostante avere due ingranditore con questi tipi di luce, non ho fatto prove comparative, perché sempre uso l'uno o l'altro ingranditore, dipende del formato negativo, e agiustare il mio Laborator L1200 con Ilford 500H testa, per un altro formato del negativo, è un po fastidioso, specialmente perché ho solo un singolo portanegativi, che ho adattato normalmente per 4x5.
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    "The nineteenth century began by believing that what was reasonable was true, and it wound up by believing that what it saw a photograph of, was true." - William M. Ivins Jr.

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  6. #6
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    Fino a quando ho utilizzato l'ingranditore per le mie stampe in bianco e nero, ho sempre usato una testa a luce fredda, anche se un'pò diversa da quella a diffusione, anche questa comunque è una luce diffusa.
    Se non ricordo male, nel libro la stampa di Adams, è riportata il range di densità per quanto riguarda i due tipi di luce,
    così se non erro era tipo D condensatore da 0.80 a 0.90 a diffusione D tra 0.90 a 1.05(ovviamente guardate perchè vado a memoria non essendo a casa per vedere il libro). Personalemente ho sempre preferito la luce diffusa per i miei lavori, e anche oggi che nonostante stampi tutto a contatto, ho per piccoli lavori in medio formato un ingranditore a luce diffusa e testa a colori...
    Stefano
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  7. #7

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    Salve,
    anch'io dopo una partenza con luce condensata e negativi 135-6x6 sono passato ad una luce diffusa con testa a colori e negativi 6x6 - 4x5"- 8x10" , mi piacino molto di più i risultati che ho con l'ingranditore a diffusione senza parlare dei vantaggi contro la polvere.
    Direi che la gamma tonale è senz'altro più estesa con un controllo più semplice dei mezzi toni.
    Ho notato anche nelle lastre un vantaggio nel recupero di quelle zone estreme (II e VIII).
    Attenzione a non confondere contrasto con acutanza.
    Saluti
    Stefano

  8. #8
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    Allora siete proprio sicuri che non debba cambiare il mio modo di sviluppare i negativi? Cioè intendo dire che continuerò ad usare il ritmo Ilford ovvero 10sec di rovesciamenti gentili e 4 all'inizio di ogni minuto successivo? I tempi sempre gli stessi? 10 min TRI X 400, 11min FP4, 8/9 min Foma200?.........



 

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