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  1. #1
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    Una nuova avventura per un progetto...

    Nonostante la mia fotografia, sia solo bianco e nero, ho un progetto che ho in mente da qualche tempo,ma a colori, così ieri sera preso da impeto giovanile , ho comprato chimici, carta, e pellicole nel formato 120, tanto per vedere quello che riesco a fare, prima di passare alle pellicole 8x10".
    Come chimici ho preso il C41 e R-4 rollei DigiBase, che ho letto vanno piuttosto bene, e sono di facile utilizzo. La pellicola è la nuova Potra 160.
    Come carta la Fuji Crystal Archive Lustre(non voglio una carta troppo glossy), che trovo già tagliata in vari formati...
    Dato che tutto il progetto, poi sarà come per ogni mio lavoro a contatto, vi chiedo notizia utile per iniziare a capire il processo(anche se poi conoscendomi lo adatterò al mio modo di vedere)..
    Notizie, diciamo tipo filtrature iniziali(anche se penso sia scritta sulla scatola della carta),come possono cambiare i colori modificando le filtrature, la temperatura dei chimici quanto influisce sui colori, che variazioni possono dare un maggiore o minore tempo di sviluppo, sia sulla pellicola, sia sulla carta...
    Queste sono le prime cose che mi son venute in mente... mentre ordinavo il materiale....

    Stefano
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  2. #2

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    Ciao Stefano, anche io sto rimuginando da qualche tempo di fare qualcosa a colori, anche perché in questo periodo le temperature del colore sono più facili da mantenere in co.
    Non ho mai stampato il negativo colore (solo ciba), quindi non saprei aiutarti ma, se mi perdoni la banalità della domanda, vorrei chiederti dove hai ordinato il materiale.
    Un saluto
    Diego

  3. #3
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    Ciao Diego,
    il materiale l'ho ordinato a Macodirect, per i chimici, mentre carta e pellicola, ordianto in UK a ag-phoyographic..
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  4. #4
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    Ho anch'io appena ordinato l'occorrente per lo sviluppo del negativo colore. Devo solo impressionare un secondo rullino e poi mi butto a capofitto in questa nuova pratica da apprendista stregone.

    Cose da notare:

    Le istruzioni del kit Rollei Digibase C-41 sono sbagliate in due punti:

    1) non indicano un risciacquo tra sbianca e fissaggio, che è bene fare per non contaminarli se vengono riusati, come normale. Se si evita questo lavaggio non è un grosso problema in ogni caso, ma la paranoia non è mai troppa;

    2) non indicano un prolungato e maniacale risciacquo dopo il fissaggio, e questa è una svista colossale. Come al solito, fare un prolungato e maniacale risciacquo tra fissaggio e imbibente è fondamentale per la conservazione delle pellicole (e anche per non inquinare l'imbibente con fissaggio, naturalmente).

    Nel trattamento C-41 in generale è sconsigliabile fare un risciacquo tra sviluppo e sbianca. Se però si riusa la sbianca (come normale) e si vuole ridurne al minimo la contaminazione con lo sviluppo si farà un "arresto acido", e io così ho deciso di operare. Ho giusto comprato un flacone di acido acetico al 60% di concentrazione. Va portato all'1% per usarlo solo una volta, c'è chi preferisce 1,5%, oppure al 2% per riusarlo, c'è chi si spinge un po' più in là.

    In genere c'è un piccolo rischio di danni all'emulsione all'aumentare della concentrazione quindi meglio usare una diluizione all' 1% e buttare.

    Tieni presente che l'acido acetico puzza (non un problema per me ma per alcuni sì) ed è corrosivo: usare sempre occhiali, guanti di plastica quando lo si maneggia in forma concentrata (e c'è chi dice usare grembiule di plastica).

    L'alternativa tranquilla all'acido acetico è l'acido citrico. Non puzza, non è pericoloso. Costa di più, e si conserva di meno una volta preparato.

    Un'alternativa faidatè è l'uso dell'aceto di vino bianco da cucina. Si legge in etichetta la percentuale di acido acetico (in genere è 5 o 6%) e lo si porta all'1%. Alla lunga questa soluzione è più costosa ed è anche meno consigliabile perché l'aceto può contenere impurità varie (e attenzione alla crescita filamentosa dentro all'aceto, io direi).

    Se usi lo sviluppo una sola volta il tempo canonico è 3'15" a 38°. Se usi lo sviluppo due o più volte, consiglio di leggere questo tema per rendersi conto di quanto prolungare il tempo di sviluppo a secondo dell'esaustione dello stesso:

    http://www.apug.org/forums/forum40/9...1-process.html

    Auguriamoci a vicenda buona fortuna per il nostro primo trattamento C-41
    Fabrizio Ruggeri fine art photography site: http://fabrizio-ruggeri.artistwebsites.com
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  5. #5
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    Ciao Fabrizio,
    Grazie per le prime informazioni, in effetti i vari lavaggi con acqua tra i vari bagni era una cosa che avevo già messo in conto... ricordandomi di come sviluppava le dia un mio amico.
    Invece trovo molto interessante l'uso dell'acido acetico tra sviluppo e sbianca, anche se userò l'acido citrico, ne ho buone quantità in quanto lo preferisco come bagno di arresto per le stampe sviluppate in Amidolo, quindi magari uno stop di citrico al 1% sarà una variazione sul tema...
    Letto anche il thread del link,molto interessante, grazie...
    Sicuramente sarà divertente.... speriamo poi alla fine di ottenere qualcosa di buono...
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  6. #6
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    Avventura iniziata stasera, sviluppato 3 rulli 120 di potra 160, e sviluppi rollei, mi sembrano venuti molto bene, comunque domani sera o al massimo Mercoledì vi farò un riassunto più preciso, anche dopo una visione più approfondita dei negativi.....
    Poi vedremo la stampa....
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  7. #7
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    Bene, tienici aggiornati, "senza fretta ma senza tregua".
    Io sono uscito a fotografare poco e ancora devo fare il primo bagno. Vi terrò naturalmente aggiornati anche perché dubito che venga tutto bene al primo colpo...
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  8. #8
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    Come da prima impressione, il tutto mi sembrava venuto bene e alla seconda visione confermo che i negativi sono venuti bene,e sicuramente più puliti e ben trattati rispetto a molti laboratori….
    Vediamo la parte operativa.
    Come pellicola la Kodak Potra 160 (no VC o NC) formato 120mm, scattato con la mia piccolina hasselblad CM501, esposimetro al selenio Weston Master.
    Fatto scatti a 160 iso a 125 iso a 80 iso a 250 iso e 320 iso.
    Parte camera oscura.
    Preparato sviluppo, sbianca, fissaggio e stabilizzatore come da istruzioni Rollei, e preparato in più in bagno di arresto con acido citrico all 1%, acqua per il prebagno e per il bagno intermedio tra sbianca e fix.
    Nel preparare lo sviluppo, che trovo sia quello con la temperatura più critica, non ho compensato l’aggiunta dei liquidi pronti e quindi da 38° dell’acqua mi sono ritrovato a circa 36.5°, anche gli altri si sono poi dopo la diluzione sulla stessa temperatura.
    Qui è stata una mia negligenza, dovuta molto al mio modo operandi in bianco e nero, dove preparo i miei sviluppi con chimici puri che quindi non risente dell’aggiunta di un eventuale liquido a temperatura diversa, solo con iposolfito so che tende a raffreddare di un tot di gradi e quindi mi tengo a una temperatura più elevata…
    Anche se poi ho tenuto tutto a bagno maria a 40° non sono riuscito a riportare la temperatura 38°… quindi ho deciso di operare lo stesso, con piccoli cambiamenti sulla tabella che mi ero fatto, questa è stata la tabella che ho usato.

    Prebagno 36.5° 3 minuti

    Sviluppo prima pellicola a 36.5° 4’.15” seconda pellicola 4’.30” e terza pellicola 4’.45”(ho cercato di compensare il tempo alla temperatura, più o meno basandomi su esperienza personale sul bianco e nero)

    Bagno di arresto (acido citrico 1%) 36.5° 30”

    Sbianca 36.5° prima pellicola 3’.00” seconda pellicola 3’.15” e terza pellicola a 3’.35”

    Acqua 36.5° 30”

    Fissaggio 36.5° prima pellicola 4’.20” seconda pellicola 4’.35” e terza 4’.50”

    Lavaggio 5’ a 30° e 5 ‘ a 22°

    Stabilizzatore 36.5° 1’

    Le pellicole non presentano sottoesposizioni ne sottosviluppi, almeno dalla visione , e non mi sembra che ci siano errori nella sbianca o nel fissaggio come tempi di esecuzioni, non trovo nessun problema di colorazione, quindi mi reputo piuttosto soddisfatto del mio primo sviluppo C-41
    Ovviamente dovrò fare delle stampe per capire meglio, quello che è il negativo, quale sia per il mio gusto iso che voglio(ad occhio vado per iso 80), quale per i colori….. Se il corriere si decidesse a portarmi la Carta… Uffa…..

    Stefano
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  9. #9
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    Per quanto riguarda il lavaggio dopo il fissaggio a quanto ne so è meglio fare molti cambi di acqua che prolungare la permanenza nell'acqua. Io sono maniaco e faccio 12 sciacqui da 30" ciascuno ma questo anche perché uso un processore rotativo Jobo CPP-2 con l'"ascensore" ed è importante lavare bene i condotti dell'ascensore per eliminare qualsiasi residuo di chimica.

    Comunque la logica più o meno è che se metti la prima acqua di lavaggio sulla pellicola a un certo punto la concentrazione dei residui di fissaggio sulla pellicola sarà la stessa che sull'acqua. Da questo momento in poi prolungare il lavaggio è inutile. Cambiare acqua invece è utile perché ad ogni cambio d'acqua la concentrazione dei residui di fissaggio scende. Ad es. - uso dei numeri a caso, indicativi - con il primo lavaggio la abbassi ad 1/20, con il secondo ad 1/400, con il terzo ad 1/8000 ecc. rispetto alla concentrazione prima del risciacquo.

    Un corretto lavaggio è importante per la lunga durata delle pellicole e, a quanto pare, anche alcuni laboratori professionali peccano a questo riguardo, verosimilmente perché le macchine non sono progettate per fare molti ricambi di acqua. Non scenderei sotto gli 8 ricambi.

    Ciao
    Fabrizio
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  10. #10
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    Si è vero quello che dici, ma i miei 10 minuti sono in acqua corrente, e ogni 2/3 minuti circa elimino tutta l'acqua vecchia e riinizio con quella nuova......
    il metodo che usi(è quello Ilford) funziona benissimo, ho negativi di 20 anni fà lavati come dici è sono perfetti....
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