Un pacco di libri mi arriv˛ da Amazon inglese con mi pare sei mesi di ritardo. Nel frattempo avevo giÓ chiesto come si risolvono queste situazioni e loro, con carineria estrema, mi avevano giÓ inviato un secondo pacco via corriere, senza chiedere nulla. Quando il primo pacco arriv˛, mesi dopo, chiesi cosa desideravano che facessi, e mi dissero che per loro non c'era problema, potevo tenerli o magari darli alla biblioteca locale.

Qualche anno prima un pacco dalla Lombardia si perse nel nulla, ed era un acquisto in contrassegno, un caso assai strano.

Ammaestrato da queste due esperienze, da ormai diversi anni qualsiasi cosa mi faccia spedire, dall'estero o dall'Italia, NON deve arrivare tramite il Servizio Pacchi di Poste Italiane, se non Ŕ almeno un pacco raccomandato. I pacchetti raccomandati arrivano dall'Inghilterra in una settimana al massimo senza problemi. Tutti i pacchi non raccomandati viaggiano con bassa prioritÓ, scarsa attenzione ed elevato menefreghismo. I soldi del corriere sono sempre spesi bene. Persino quelli spesi con UPS, anche se significa incoraggiare il crimine (guidano come criminali!).

Sto aspettando in questi giorni una sviluppatrice Jobo con coperchio a ingranaggio, mi costa circa €22 di cui meno di €7 di asta e il resto corriere. Non ho problemi a pagare pi¨ di corriere che di asta, purchÚ il prezzo complessivo sia accettabile.

Per finire il pippone: diffidare sempre del SP di PI, chiedere sempre pacco raccomandato ("signed for").

Buona fortuna e, come dicono, "non trattenere il fiato"