A parte la solita "liberatoria" da parte mia di proporre la questione a qualche specialista (ad es. chi gestisce lo spazio mostra) la logica di fondo questa:

- Qualsiasi cosa che sia alla pubblica vista fotografabile;
- Una specifica ed accurata riproduzione dell'opera (immagina un lavoro con treppiede in cui i bordi dell'inquadratura coincidono con i bordi dell'opera) una "riproduzione" dell'opera, mentre una fotografia dell'opera nel suo contesto urbano non una "riproduzione" dell'opera anche se la ritrae.
- Per pubblicare le "riproduzioni" devi ovviamente avere il consenso dell'autore. Anzi, fatti pagare per il lavoro!
- Non credo che l'esibizione in una mostra fotografica costituisca "pubblicazione"
- Se l'autore del lavoro noto, va comunque e sempre citato. Se non ti noto, metti note da qualche parte in cui espliciti che l'autore non noto e che ogni informazione benvenuta

Salvo che il lavoro non sia di mera duplicazione (come avviene ad esempio per le riproduzioni delle opere d'arte) dovrebbe esserti riconosciuto, per ogni immagine, un diritto d'autore che separato da quello dell'autore dell'opera ritratta. Nella legge sul diritto d'autore la tua opera viene definita, credo, come "derivata" dell'altra.

Per quanto ne so, per le opere derivate non hai MAI bisogno del consenso dell'autore dell'opera ritratta. Devi per esplicitare la paternit dell'opera ritratta. Fatto questo, il massimo "rischio" che corri che l'autore dell'opera ritratta ti chieda una parte dei proventi, alla quale ha giustamente diritto.

La legge sul diritto d'autore (testo originale del 1941, modificato innumerevoli volte, lo trovi in rete) detta una disciplina penalizzante per i fotografi rispetto alle discipline straniere.

http://www.dirittodautore.it/

(ne "le nostre guide" trovi una spiegazione della LDA e il testo)

Fabrizio