Allora, ho fatto qualche indagine e qualche prova.

Prima di tutto da quanto sono riuscito a capire, bisogna sempre piazzare il diffusore sotto l'obiettivo dell'ingranditore, sia per la taratura e sia per l'utilizzo con un negativo sconosciuto.
Per la cronaca ho provato anche senza diffusore puntando con la sonda, quasi a fare una misurazione spot, una zona grigia neutra (con una diapositiva) ma non ho fatto altro che ottenere instabilità negli indicatori dei canali, senza mai riuscire a centrarli sullo zero. Con il diffusore invece la situazione cambia completamente, non a caso le istruzioni ne impongono l'uso.

Per la taratura è necessario usare un negativo di test appositamente studiato e che deve essere fotografato con la stessa pellicola con la quale si è scattata la foto da stampare. Siccome neppure io ne sono in possesso, in sua vece penso si possa usare un negativo possibilmente bilanciato di cui abbiamo una stampa "perfetta" della quale conosciamo filtratura e tempo di esposizione. L'idea consiste nell'azzerare l'analizzatore utilizzando questo negativo "noto".

Allora, per la taratura abbiamo detto che mettiamo sull'ingranditore il negativo di riferimento.
Impostiamo sulla testa a colori la filtratura che abbiamo trovato.

Si piazza il diffusore sotto l'obiettivo, si seleziona il canale del ciano, dopo di che si gira la manopola
dell'esposizione tutta in senso orario . Si piazza la sonda sul piano dell'ingranditore e la si muove
fino ad individuare il punto di massima intensità luminosa (se l'ago va fondo scala agire sulla manopola di
regolazione del ciano).

Una volta fatto questo si piazza la manopola dell'esposizione sul valore conosciuto.
Poi si ritocca la manopola del ciano fino a porre l'ago in posizione "0"
Si passa al canale magenta e si regola la relativa manopola in modo da portare l'ago sullo "0"
Si passa al canale giallo e si regola la relativa manopola in modo da portare l'ago sullo "0"
si ripetono le operazioni di regolazione dei canali per verificare che l'ago sia sempre azzerato.

La taratura è eseguita. In pratica in corrispondenza del negativo di test abbiamo ottenuto l'azzeramento di tutte le letture dei canali CMY e la manopola d'esposizione sul tempo noto. Tutto mi sembra abbia un senso....

Ora ci prepariamo a stampare un negativo "sconosciuto".
Si piazza il diffusore sotto l'obiettivo .
Si gira la manopola dell'esposizione tutta oraria, si seleziona il ciano e si cerca il massimo come fatto prima.
Si gira la manopola d'esposizione in modo da azzerare l'ago.

Si seleziona il magenta. Si regola il magenta sulla testa a colori dell'ingranditore fino ad azzerare l'ago. Se non ci si riesce, aiutarsi agendo anche sulla manopola dell'esposizione.

Si seleziona il giallo. Si regola il giallo sulla testa a colori dell'ingranditore fino ad azzerare l'ago. Se non ci si riesce, aiutarsi agendo anche sulla manopola dell'esposizione.

Si seleziona il ciano. Si regola il ciano sulla testa a colori dell'ingranditore fino ad azzerare l'ago. Se non ci si riesce, aiutarsi agendo anche sulla manopola dell'esposizione.

Ripetere le ultime tre operazioni per riverificare l'azzeramento dell'ago.

Alla fine dovremmo trovarci in una situazione in cui la testa a colori è regolata correttamente su una determinata
filtratura, mentre la manopola dell'esposizione indica il tempo da impostare nel timer dell'ingranditore.

Tutto questo è relativo alla stampa di negativi. Devo ancora scoprire se con le diapositive cambia qualcosa.
E, in ogni caso, si tratta di una procedura teorica ancora da verificare nella pratica......

Per non parlare del cambio pacco di carta... per la quale mi viene da dire convenga eseguire la taratura impostando sulla testa a colori dei valori a cui abbiamo sottratto quelli del pacco carta .. ricordandoci poi di sommarli a quelli del negativo sconosciuto ... così facendo cambiando la carta non sarà necessario ripetere la taratura.....

Certamente la procedura non è semplice, al punto che ho letto in rete che molti ritengono l'analizzatore colore una perdita di tempo e danaro...