Giovanni scrive:
12 luglio 2012 alle 20:58 E' IMPORTANTE NON SOLO PER L?ITALIA MA PER TUTTO IL MONDO ANALOGICO
Da luglio il gruppo Fowa-Nital distribuisce Kodak
Milano, 28 giugno 2012.
Il momento è difficile, è sotto gli occhi – e gli obiettivi – di tutti.
Nel nostro comparto l’ultima notizia che mai avremmo voluto sapere è stata la chiusura della Unionfotomarket, l’azienda con cui Sergio Globo per decenni ha guidato approvvigionamenti e forniture fotografiche di moltissimi punti vendita italiani. Negli ultimi anni Unionfotomarket è stata anche il distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti Kodak, un marchio che ha letteralmente inventato la fotografia, quella chimica, e che ha messo le basi della fotografia digitale di oggi.
Ma ci sono anche le buone notizie. Esattamente un mese dopo la cessione dell’attività di Unionfotomarket ieri a Milano è stato sancito l’accordo di distribuzione esclusiva per l’Italia del marchio Kodak, tra Giuliano Bianchet, Kodak Cluster Business Director Consumer & Commercial Mediterranean, e Aldo Winkler, Chief Executive Officer del Gruppo Fowa-Nital.
L’accordo, in vigore dal 2 Luglio, includerà la gamma di attrezzature Kodak Picture Kiosk, Drylab Kodak Apex e consumabili relativi, settori contraddistinti da una forte dinamica di business unitamente ai più tradizionali pellicole, carta e chimica fotografica nelle loro varie declinazioni e la gamma di batterie per utilizzi specialistici e non.
Una notizia positiva in ogni senso, anche per Editrice Progresso che fondò la sua prima testata, il Progresso Fotografico, nel 1894 esattamente dieci anni dopo che Gorge Eastman iniziò la produzione delle lastre secche alla gelatina-bromuro.
Oggi, a 118 anni dalla sua fondazione, Editrice Progresso edita una nuova testata, Classic Camera Black & White, e naturalmente una notizia come quella di ieri non può che “tranquillizzare” sia da un punto di vista editoriale che soprattutto di mercato la disponibilità della pellicola, in particolare bianco e nero.
Il core business rimarrà naturalmente basato sui Kodak Picture Kiosk e i Drylab Kodak Apex, in grado di consentire al consumatore finale anche in modalità self service di stampare le proprie immagini, siano esse state scattate con una fotocamera digitale che con uno smartphone.
Dall’accordo è esclusa la commercializzazione della pellicola cinematografica, le stampanti all-in one consumer inkjet e inchiostri correlati, oltre ad alcuni prodotti del Commercial Businesses.
Aldo Winkler focalizzerà l’attenzione innanzitutto su un parco Kiosk e Drylab già istallati sul territorio nazionale, soprattutto nei punti vendita tradizionali, esistono poi realtà commerciali con estreme potenzialità, grazie anche alla forte pedonabilità, ma che a tutt’oggi non si sono dimostrate in perfetta sinergia sul concetto di proporre ai propri clienti anche la stampa delle loro immagini.
Ma il gruppo Fowa/Nital distribuirà naturalmente anche tutta la gamma di pellicole, dall’intramontabile Tri-X, alle raffinate TMAX 100, 400 e 3200.
A seconda dell’emulsione la disponibilità parte del classico formato 135 per passare al formato 120 e alla pellicola piana mentre le TMAX 100 e 400 sono disponibili anche nel formato 4×5 pollici.
Giuliano Bianchet è stato molto esplicito in merito all’aspettativa di vita della pellicola fotografica, finché il cinema – dove Kodak detiene oltre il 90% delle quote di prodotto consumabile – utilizzerà la pellicola tanto per la realizzazione dei film che e soprattutto nella duplicazione per la proiezione a livello mondiale, la pellicola fotografica – che ha la stessa base di quella cinematografica – sarà disponibile sul mercato.
E il giorno della digitalizzazione totale sia della produzione che distribuzione dei film, esistono molte altre realtà mondiali che producono pellicola cinematografica, in merito si veda sul numero di Classic Camera Black & White del prossimo settembre l’intervista a Felix Bielser della Punto Foto Group. Insomma, la geniale intuizione che ebbe Oskar Barnack quando progetto la prima LEItz CAmera costruendola attorno a uno spezzone di pellicola cinematografica si conferma ancora oggi vincente.
Prima della sua morte, Gorge Eastman – che si tolse la vita con un colpo di pistola al cuore il 14 marzo 1932 – dettò questo breve messaggio: “Ai miei amici: il mio lavoro è compiuto. Perché attendere?”
Sono passati 84 anni da quel giorno, ma il lavoro di George Eastman continua.
tratto da RIBE70PHOTO di Riccardo Berti-
Sig. Giulio Forti non si dovrebbero fare queste sparate “i mille giorni della pellicola 35mm”,solo per vedere l’interesse della gente,in modo, da parte sua di dedicare piu spazio all’analogico nella sua rivista, in base alla convenienza.Ci sono altri modi credo più corretti.Distinti saluti