"secondo me enfatizza i vettori grafici del contenuto, che non sono così "imprigionati" da una cornice non neutra".

Ad una prima lettura non capivo cosa intendessi, poi, proprio pensando alle foto quadrate, ho decifrato le tue parole e... complimenti. Io Sono di quelli che non sopportano frasi dette tanto per riempirsi la bocca (tipiche dei critici d'arte, che debbono per forza dire qualcosa, quando non c'è un bel niente da dire). Ad una prima lettura di quanto affermavi, solo per la mia incapacità iniziale di cogliere il senso della tua frase, ho avuto un attimo di dubbio e perplessità. Poi mi si è illuminata la mente. Razionalizzare il perché del bello a volte porta ad un impoverimento della sensazione che si prova a guardare un'opera d'arte, ma stavolta ci hai preso in pieno.
Non tutto si puó spiegare, ma hai messo un bel tassello nel mosaico dei perché il formato quadrato sia cosí affascinante.
È verissimo che il rettangolo "costringe". Infatti è nel formato rettangolare che emergono delle regole (dei terzi, bla, bla). Nel formato quadrato è sufficiente provare a spostare un po' il mirino nella scena inquadrata e magicamente si trova l'equilibrio. C'è un'immediata ambientazione della scena.
Fra l'altro una riprova del fascino quadrato sta nelle varie app fotografiche per smartphone: l'immagine è quasi sempre quadrata. Io spesso fotografo la stessa scena con l'iphone con l'app installata di serie (Fotocamera) e poi con Hipstamatic: risultati molto più interessanti con quest'ultima (che a dire il vero introduce anche delle elaborazioni precostituite).
Che dire? W il 6x6! (ed aggiungerei il 6x9).
W gli anni '50, in cui questi formati conobbero momenti gloriosi ed erano semplicemente affiancati dal 35mm non sostituiti quasi completamente come avvenne poi.
Saluti,

Antonio